Giurisprudenza

Il Tribunal federale – Giurisprudenza

La Svizzera è una delle poche giurisdizioni in cui i ricorsi per l’annullamento di un lodo devono essere sottoposti alla massima autorità giudiziaria del paese. L’esito di un tale ricorso è raramente positivo ed esistono limitati motivi di impugnazione. Il Tribunale federale decide sui ricorsi mediamente nell’arco di quattro mesi. L’impugnazione del lodo non ha, di per se stessa, effetto sospensivo sull’esecutività del lodo . Questo  riduce il rischio di lunghi e costosi contenziosi susseguenti l’arbitrato.

Le decisioni del Tribunale federale sono pubblicate in lingua originale (francese, tedesco o italiano) sul sito web del Tribunale federale. La traduzione in lingua inglese della giurisprudenza del Tribunale federale relativa all'arbitrato internazionale è disponibile sul sito: http://www.swissarbitrationdecisions.com.

Un ulteriore vantaggio della legge svizzera sull’arbitrato, combinata con le Swiss Rules, consiste nella continuità del procedimento arbitrale nel caso di un eventuale ricusa di un arbitro a causa di mancanza di indipendenza e imparzialità. La decisione sulla ricusa è presa dalla Corte Arbitrale. Una parte può contestare tale decisione unicamente impugnando il lodo davanti al Tribunale federale alla fine  del procedimento arbitrale.

Se la sede dell'arbitrato è in Svizzera, le parti potranno beneficiare dei numerosi vantaggi offerti dalla legge svizzera sull'arbitrato. La legge svizzera sull'arbitrato è facilmente accessibile ed è disponibile in inglese, francese, tedesco e italiano.

 

Swiss Rules – Giurisprudenza selezionata

Art. 4(1) Swiss Rules – Congiunzione e partecipazione

L’art. 4(1) delle Swiss Rules prevede:

"Quando una richiesta d’arbitrato concerne parti già coinvolte in altri procedimenti arbitrali pendenti secondo il presente Regolamento, la Corte, sentite le parti e consultati gli arbitri nominati in ogni procedimento, può decidere che la nuova procedura venga congiunta con le procedure arbitrali pendenti.

La Corte può procedere allo stesso modo se la richiesta d’arbitrato concerne parti che non sono identiche alle parti dei procedimenti arbitrali pendenti.

Nella sua decisione, la Corte deve tenere conto di tutte le circostanze rilevanti, comprese le connessioni fra le cause e lo stato di avanzamento dei procedimenti pendenti. Quando la Corte decide di congiungere le cause in corso, si considera che le parti a tutte le procedure abbiano rinunciato al loro diritto di designare un arbitro. La Corte può pertanto revocare la decisione di nomina e conferma di arbitri ed applicare i disposti di cui alla Sezione II (Costituzione del tribunale arbitrale)."


La giurisprudenza della Corte Arbitrale mostra le seguenti principali tendenze:

La congiunzione dei procedimenti è stata concessa in caso di:

  • Richieste simultanee d’arbitrato (tribunale arbitrale non ancora costituito); stesse parti; medesimi contratti e date (vendita di acciaio), clausole arbitrali identiche.
  • Richieste d’arbitrato consecutive; stesso contratto; stessa parte attrice , stessa parte convenuta in aggiunta ad altri convenuti.
  • Richieste d’arbitrato consecutive, stessi arbitri; in parte stessi contratti e fatti soggiacenti; diverse parti, ma tutti "coinvolti" nella controversia e appartenenti a uno stesso gruppo societario.
  • Accordo di tutte le parti coinvolte (5 casi): ad esempio, richieste d’arbitrato consecutive, stessi arbitri; controversia basata, almeno in parte, sugli stessi contratti e fatti soggiacenti.

La congiunzione non è stata garantita in caso di:

  • Successive richieste d’arbitrato; lo stesso contratto d'investimento sottoscritto tra 4 + 1 individui e una banca; clausole d’arbitrato differenti (inglese / italiano; 3 arbitri) fuori dal contratto d’investimento e successivo accordo transattivo; ultima fase del primo arbitrato (lodo preliminare emesso; le memorie post udienza  sono attese a breve).
  • Una singola richiesta d’arbitrato, "confusione" di tre contratti separati che coinvolgono 4 parti (raggruppate in modo diverso in base a ciascun contratto) e che prevedono tre clausole arbitrali diverse (con diverse sedi: Lugano e Bologna) e confusione tra l’applicazione della legge svizzera e quella italiana. Una richiesta di congiunzione necessita di almeno due processi separati da consolidare, uno dei quali già pendente.
  • Diverse clausole arbitrali: 3 vs 1 arbitro, quest'ultimo con requisiti specifici (avvocato, 10 anni di esperienza nel diritto edilizio).

 

Art. 11 Swiss Rules – Ricusa dell’arbitro

L’art. 11 delle Swiss Rules prevede:

"1. Se una parte intende ricusare un arbitro, ella deve inoltrare al Segretariato una richiesta di ricusa entro 15 giorni dal momento in cui è venuta a conoscenza delle circostanze che hanno dato luogo a una ricusa.

2. Se entro 15 giorni dalla data della richiesta di ricusa, tutte le parti non sono d’accordo sulla ricusa, o se l’arbitro ricusato non si dimette, la Corte deciderà sulla ricusa.

3. La decisione della Corte è definitiva. Essa non è tenuta a motivarla."

La giurisprudenza pertinente della Corte Arbitrale evidenzia le seguenti tendenze principali:

Ricusa accettata
La pagina web dello studio legale del co-arbitro designato dal convenuto menziona il gruppo del convenuto, rispettivamente la famiglia che possiede tale  gruppo, tra i clienti di alto profilo dello studio legale.

Ricuse respinte
I motivi addotti dalla parte ricusante non sono stati considerati sufficienti o sufficientemente dimostrati per giustificare la ricusa dell'arbitro.

a) Pregiudizio percepito a causa di ordinanze/azioni dell'arbitro/i

  • Il convenuto ha affermato che l'arbitro ha agito come avvocato dell’attore durante l'udienza, ponendo domande che in realtà contenevano un parere legale. Inoltre, il convenuto ha sostenuto che l'arbitro ha espressamente indicato all’attore  prove pertinenti.
  • Il tribunale arbitrale ha ordinato al convenuto di presentare un contratto, dandogli così la possibilità di presentare  la propria domanda riconvenzionale dopo il "termine di scadenza". Tuttavia, le norme procedurali specifiche emanate dal tribunale arbitrale permettevano un tale ordine.
  • Nei procedimenti condotti secondo i disposti della procedura accelerata (Art. 42 Swiss Rules), il convenuto ha, nella sua memoria di difesa, espresso (ma non  formalmente depositato) una richiesta di sospensione. L'arbitro unico ha anticipato che avrebbe respinto una richiesta formale di sospensione.

b) Rapporti professionali dell'arbitro

  • L'arbitro unico era stato precedentemente implicato in una controversia che non coinvolgeva direttamente il convenuto ma una società della quale il convenuto  deteneva una quota azionaria sostanziale (minoritaria). Questo caso era stato concluso più di tre anni prima dell'accettazione della nomina (vedi elenco arancione delle linee guida IBA, sezione 3.1.2). Nessuna connessione di fatto esiste con il procedimento in questione.
  • L'arbitro nominato dal convenuto ha presentato una dichiarazione di indipendenza, affermando che (i) due dei suoi partner avevano agito in qualità di notai pubblici per una società appartenente allo stesso gruppo aziendale del convenuto quattro anni prima della sua nomina e che (ii) uno dei suoi soci aveva fornito una consulenza legale a una di queste società, senza tuttavia nessuna discussione in relazione ai fatti in causa. Questi fatti non sono stati ritenuti sufficienti per ricusare l'arbitro.

c) Rapporti personali dell'arbitro

  • Controversia tra un'impresa di Cipro con succursale a Lugano (rappresentata da un avvocato a Lugano) e un individuo iraniano. Il fatto che l’arbitro svizzero nominato fosse di madrelingua italiana non è stato motivo di ricusa per questo arbitro.
  • Una seria controversia tra l'arbitro X e l’avvocato Y (rappresentante della parte che ha inoltrato la ricusa) sorta in un precedente arbitrato in cui erano comparsi in qualità di rappresentanti delle parti, non è motivo di ricusa.

 

Art. 16(1) Swiss Rules – Sede dell’arbitrato

L’art. 16(1) delle Swiss Rules prevede:

"Se le parti non hanno stabilito la sede dell’arbitrato, o se la designazione della sede è incompleta o non è chiara, la Corte determina tale sede tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti, oppure invita il tribunale arbitrale a stabilirla."

La giurisprudenza pertinente della Corte Arbitrale evidenzia le seguenti tendenze principali:

1. Riferimento alle regole arbitrali preesistenti delle varie Camere di Commercio svizzere
• Un riferimento alle regole arbitrali internazionali della Camera di Commercio di Zurigo comporta un riferimento all'art. 6 del suo preesistente Regolamento, il quale prevede Zurigo come sede d’arbitrato.
• Ginevra è il luogo della tenuta dei procedimenti arbitrali nei casi in cui la controversia è sottoposta alle norme arbitrali preesistenti della Camera di Commercio di Ginevra, in quanto l'art. 3 di tali regole prevede Ginevra quale sede dell’arbitrato, in assenza di un accordo contrario delle parti.

2. Riferimento a una città precisa in Svizzera
Qualora la convenzione d’arbitrato dovesse contenere un riferimento esplicito a una città precisa in Svizzera (o all'estero),  questa città diviene generalmente la sede dell'arbitrato stesso. Ad esempio:

"Risoluzione delle controversie: tutte le controversie saranno risolte mediante arbitrato presso i tribunali di Zurigo."

"Per tutte le controversie derivanti dal presente contratto, il Comitato arbitrale, da costituire a Basilea (Svizzera), è autorizzato ad agire e la legge applicabile è la legge svizzera. La lingua dell’arbitrato è il tedesco. La decisione del Comitato arbitrale è da ritenersi una sentenza definitiva e il diritto di appello delle parti è soppresso."

3. Il tribunale arbitrale stabilisce la sede
In mancanza di indicazioni precise concernenti la sede dell’arbitrato o in caso di non chiarezza della clausola arbitrale, il Tribunale Arbitrale ha la facoltà di decidere:

  • "[…] viene risolta dalla Corte d’Arbitrato Commerciale Internazionale della Confederazione Svizzera conformemente alle norme di questa Corte e applicando le norme del diritto sostanziale della Confederazione Svizzera."
  • "Tutte le  controversie derivanti dal presente contratto o comunque in connessione allo stesso , ivi comprese quelle concernenti la validità o la fine del contratto, che le parti non riescono a risolvere in modo amichevole,  dovranno essere sottoposte e decise mediante arbitrato secondo le regole della Corte svizzera d’Arbitrato Internazionale, le cui norme sono considerate incluse in questa clausola."
  • "Qualsiasi malinteso derivante dal presente contratto o comunque collegato allo stesso, sarà risolto in primo luogo mediante accordo bilaterale. In caso di impossibilità a raggiungere un tale accordo, le controversie saranno arbitrate dall'Arbitrato di Borsa in relazione alla Camera di Commercio della Svizzera, conformemente alla legge e all’ordinamento giuridico della Svizzera."
  • "Nel caso in cui un accordo sia impossibile, si prevede che entrambe le parti ricorrano  all'arbitrato. Quindi ogni controversia derivante dall'Ordinanza verrà risolta definitivamente in applicazione del Regolamento di conciliazione e arbitrato dei tribunali di Ginevra da uno o più arbitri nominato in base a tali regole. Il tribunale arbitrale così costituito si riunirà a Aix-en-Provence e deciderà senza appello."

 

Art. 43 Swiss Rules – Procedura d’urgenza

La disposizione relativa alla procedura d’urgenza (articolo 43) è stata introdotta con la revisione del Regolamento svizzero d’arbitrato internazionale, in vigore dal 1° giugno 2012.

A meno che le parti non si siano accordate diversamente, una parte può richiedere misure cautelari prima della costituzione del tribunale arbitrale. La Corte nominerà e trasmetterà l’incarto a un  arbitro unico dell’urgenza, a meno che vi sia manifestata assenza di una convenzione d’arbitrato riferentesi alle Swiss Rules oppure appaia più appropriato procedere alla costituzione del tribunale arbitrale e deferire l’istanza a quest’ultimo. La decisione deve essere emanata entro 15 giorni a contare dal giorno della trasmissione degli atti all’arbitro dell’urgenza. La decisione dell’arbitro dell’urgenza esplica i medesimi effetti di una decisione del tribunale arbitrale su delle misure cautelari (art. 26) e può dunque essere adottata sotto forma di lodo o di ordinanza preliminare. La decisione vincola le parti fino al momento in cui il tribunale arbitrale costituito apporta delle modifiche o emette il lodo finale. Tuttavia, se nessuna richiesta d’arbitrato è pendente o viene presentata entro 10 giorni, le misure pronunciate dall’arbitro dell’urgenza cessano di vincolare le parti.

L’art. 43 prevede:

"1. A meno che le parti non si siano accordate diversamente, una parte che richiede misure cautelari secondo l’articolo 26 prima della costituzione del tribunale arbitrale, può trasmettere al Segretariato un’istanza di procedura d’urgenza (di seguito: "istanza"). Oltre ai presupposti di cui all’articolo 3(3)(b) a (e) l’istanza deve includere:

(a) Un esposto delle misure richieste e la motivazione, in particolare il motivo dell’urgenza;

(b) osservazioni sulla lingua, la sede dell’arbitrato e la legge applicabile;

(c) la conferma del pagamento dell’emolumento di registrazione e dell’anticipo per la procedura d’urgenza, come previsto alla sezione 1.6 dell’Appendice B (Spese dell’arbitrato), effettuato tramite assegno o versamento bancario su uno dei conti di cui all’Appendice A.

(...)

7. La decisione sull’istanza deve essere emanata entro quindici giorni a contare dal giorno della trasmissione degli atti all’arbitro dell’urgenza, da parte del Segretariato. Tale termine può essere prorogato per accordo delle parti oppure, laddove opportuno, dalla Corte. La decisione sull’istanza può essere emanata anche se nel frattempo gli atti sono stati trasmessi al tribunale arbitrale. (…)”

Procedura d’urgenza secondo le Swiss Rules (Art. 43) – una panoramica dopo 4 anni di pratica

Dal momento in cui la procedura d’urgenza è stata introdotta nel Regolamento svizzero d’arbitrato internazionale ("Swiss Rules") nel 2012, sette istanze sono state trasmesse al Segretariato SCAI. Quattro casi sono stati presentati nel 2014, due casi nel 2015 e uno alla fine del 2016. Sei si sono conclusi con una decisione dell’arbitro dell’urgenza, un’istanza è stata revocata su richiesta delle parti, le quali hanno poi iniziato una procedura arbitrale ordinaria condotta secondo le Swiss Rules.

Per più informazioni sulla procedura d'urgenza condotta secondo le Swiss Rules, cliccare qui.

Prima relazione dell'arbitrato sulla procedura d’urgenza:

Il 4 febbraio 2014 è stata presentata la prima richiesta di procedura d’urgenza presso l’istituzione d'arbitrato delle Camere svizzere, da una società svizzera che ha richiesto un’ingiunzione verso una società canadese, in seguito a una controversia derivante da un accordo di cooperazione disciplinato dalla legge svizzera. A mezzogiorno del giorno successivo, due dei cinque candidati contattati avevano segnalato la loro disponibilità. Il 6 febbraio 2014 è stato nominato un candidato belga e ha ricevuto il dossier. L'arbitro dell’urgenza ha emesso il progetto procedurale, il calendario provvisorio e ha tenuto una teleconferenza con le parti il giorno successivo. La risposta alla richiesta di procedura d’urgenza è stata presentata l'11 febbraio 2014, la replica il 13 febbraio 2014 e la controreplica il 15 febbraio 2014.

Il 18 febbraio 2014 si è svolta un'audizione presso la sede della procedura d’urgenza e le parti hanno depositato le loro richieste dei costi il giorno successivo. L'arbitro dell’urgenza ha emesso una decisione in merito alla richiesta di procedura d'urgenza il 20 febbraio 2014, acconsentendo, in parte, alla richiesta del richiedente di ingiungere alla parte convenuta di rivelare il contenuto dell'accordo di cooperazione e di poter utilizzare determinati documenti, strumenti, tecniche di ricerca e analisi che fossero di proprietà del richiedente. La richiesta del richiedente di non consentire al convenuto di contattare ulteriormente i fornitori del richiedente e di essere autorizzato a trattenere i pagamenti ricevuti è stata negata. Per quanto riguarda la richiesta di una sanzione, l'arbitro dell’urgenza ha ritenuto di non essere competente a imporre una penalità per non conformità all'ordine di non divulgazione.